CHI SONO

“ Ho sempre cercato l’Anima nelle cose che mi circondano, trovando una sorta di pace nel silenzio della natura. Da qui i primi dipinti di paesaggio su antichi legni, come imposte di finestra o tavole con cui si pressava il tabacco, dai toni e caldi e suadenti cone la mia terra.
Poi nuove ricerche cromatiche e materiche mi hanno spinta a visitare artisti che ammiravo, approfondendo così ciò che naturalmente sarebbe emerso attraverso la materia degli ultimi dipinti astratti.
Sono curiosa, qualsiasi cosa come le proiezioni di un’ombra colorata su un muro bianco, una forma irregolare di vari strati di calce colorata e scrostata su muri di antiche case, un fiore rosso in un vaso blu appena illuminato, possono essere idee dalle quali partire per nuovi progetti artistici.

Dal figurativo all’informale, la metamorfosi artistica di Stefania Rizzo

salentina di Depressa, fr. Tricase (Le)

 

‘Dipinto informale, uno degli ultimi, dopo un percorso di dipinti figurativi e di paesaggi su legni antichi.’ – Stefania Rizzo mi indica le sue opere esposte nel Palazzo  della Cultura di Poggiardo , insieme ad altre due artiste.

 

Espongono ad una mostra promossa dalla locale sezione dell’Auser, sulla condizione della donna. Le artiste colgono vari aspetti della sensibilità femminile, alla prese con le acrobazie della vita, che ricordano le statuette della Magna Grecia esposte al Museo archeologico di Taranto e un film di Soldini del 1997 con la bravissima Licia Maglietta. Le sue dimensioni sono notevoli, mt 3x 1,90. ‘E’ una scelta. Lo spazio piccolo non mi basta più, provo il desiderio di espandere i colori e la gestualità su una superficie ampia.’ Il titolo è ‘Ordito e trama’: voler tessere la trama della nostra esistenza, fra vittorie e sconfitte. ‘Mi sento molto libera e vivo nuove sensazioni fra pennellate e spatolate, in orizzontale e verticale’. – prosegue Stefania. E’ sensazionale il fatto che inconsciamente vengano delle figure: ‘Qui c’è un occhio che mi guarda, come un super-io.’ Un altro quadro ha le dimensioni di cm 70×70 e fa parte della collezione ‘Genesi’. Sono ormai una quindicina e richiamano la nascita del mondo, il trionfo di Chronos sul Caos primigenio. ‘Ho usato di tutto: stoffe, lamiere arrugginite, rifiuti, combustioni.’ La realizzazione diventa processo creativo, dall’oggetto usato e rifiutato fino a risalire alla sua origine, un procedimento inverso, fino alla nudità della materia…

Sono esposte 3 altre sue opere dipinte su legno antico di recupero, che ha già una storia. Trittico con papaveri è la prima. Antiche tavolette con cui le tabacchine pressavano il tabacco secco nelle casse. ‘Rappresenta la campagna salentina, i nostri colori, rosso, ambiente selvatico, erbe spontanee, un’altra vita, come se rivivessero.’ L’altra è un’anta di porta, inizi ‘900, con pomello di porcellana. Il procedimento sul legno prevede alcune operazioni preliminari: trattamento con antitarlo, pulizia dalla polvere e dalle incrostazioni del tempo. Scovato in stato di  abbandono, in una campagna, su cui l’artista ha dipinto fiorellini ed erbe selvatiche. Un’imposta di finestra in orizzontale, a tre riquadri con paesaggio marino dipinto richiama le vedute settecentesche. Emozioni più nascoste, interiori. ‘Colori a olio, olio e smalto misti, acrilico, a volte il colore forte, mi rappresentano. Sono sanguigna!’ – confessa la pittrice. Dipinge da circa 18 anni .

Stefania parte come stilista di moda e realizza abiti da sposa in collaborazione con un laboratorio di Specchia. Il passaggio alla pittura nasce da una insoddisfazione di fondo. Poi compie il gran passo, anche se confessa di non aver mai avuto coraggio. Nata a Zug, cantone tedesco, di mamma friulana, un paesino della provincia di Udine, la nonna di Kiev in Ucraina, figlia di un prete ortodosso. La nonna  vi rimase fino ai 18 anni e poi fu mandata a lavorare il Germania dove conobbe un prigioniero di guerra, che sarebbe diventato l’uomo della sua vita. Mia madre e mio padre di Depressa si sono incontrati in Svizzera, entrambi emigranti. Lì sono nata io e ho seguito la loro sorte, rientrando con loro qui a Depressa nel 1977, dove ho iniziato il mio percorso umano e artistico.

 

Milano, 23/03/2019

PAOLO RAUSA

Nata a Zug, in Svizzera, si diploma nell’ 87 all’Istituto Professionale Stilista di Moda.Disegna abiti da sposa e

per diversi anni confeziona abiti su misura per donna.

Ma nel silenzio dello spazio tra una cucitura e l’altra prende coscienza che quella non è la sua strada.

Alcune vicissitudini la porteranno a “provare” a dipingere su antiche  tavole di legno dimenticate in qualche

cantina …

Il suo linguaggio pittorico  ha qualcosa di inconfondibile, ossia una forte componente poetica che lo rende immediatamente riconoscibile.La produzione artistica di Stefania Rizzo  , infatti, è caratterizzata da questa intensa e discreta valenza poetica, evidentemente collegata alla sensibilità e alla cultura dell’autrice.Un quid rilevante, che spesso i linguaggi figurativi contemporanei hanno subordinato a favore della tecnica o della tecnologia applicata all’arte.

Verosimilmente la pittrice – pur appartenendo cronologicamente al contemporaneo – si colloca entro una specie di “riserva” artistica, dove il riferimento alla tradizione (anche figurativa) è costante.Nella sua produzione emerge la persistenza di una pittura “romantica” ( il termine è da riferirsi al genere artistico ), legata agli elementi della Natura, soprattutto il paesaggio come emblema del sublime e dello stato d’animo.Le fonti a cui fa riferimento sono molteplici, ma certamente non può prescindere dal colore visionario di William Turner, uno dei più importanti rappresentanti della pittura europea.Tutto questo è già presente nei dipinti riguardanti le architetture urbane, dove l’artista riesce a cogliere ed evidenziarne la poetica dei vicoli, testimoni di un passato sempre comunque presente nel percorso esistenziale della gente del Sud.

 Il paesaggio per la pittrice è  costante fonte di ispirazione, tanto da caratterizzare una importante fase della sua produzione. Anche in questo “genere” l’elemento poetico è di vitale importanza. I suoi Paesaggi escono fuori dalle solite rappresentazioni “veristiche” di campagne o marine, ma sembrano respirare e trasudare vita. Attraverso il colore, mezzo espressivo ben impiegato dall’artista, il valore poetico emerge e coinvolge lo spettatore. Il colore è fortemente evocativo, e trasforma la raffigurazione in paesaggi interiori, che collegano non solo gli occhi ma anche l’anima di chi li osserva.

 Nel corso degli anni ha attraversato varie fasi pittoriche ,dai Paesaggi tranquilli del sud al silenzio siderale di  “Al chiaror di lune” ai “ Notturni” dove risulta maggiormente indagato l’aspetto onirico del paesaggio.” (Nicola Cesari-“Cromatismo e valore poetico in perfetta simbiosi nella pittura di Stefania Rizzo”).

Oltre alla ricerca di questi preziosi legni l’ interesse della mia ricerca è basato sull’astratto , un “linguaggio espressivo” che mi dona una libertà interiore ancora più forte perché in  grado di “tradurre” immagini , sentimenti ed emozioni attraverso indagini cromatiche  prive di vincoli”.

Le sue opere si trovano in varie collezioni private in Italia e all’estero, Svizzera,Germania, Belgio, Inghilterra, Tokio.

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